amorosi sensi

“Mi rispose, tenendo le braccia incrociate sul tavolo: «Avendo perso entrambi i genitori quando ero ancora molto giovane, mi è mancata la guida, mi sono mancati i punti di riferimento e ho capito, molto presto, che le uniche persone che sono nella condizione di darti qualcosa, senza mai aspettarsi nulla in cambio, sono solo i genitori. Io, forse, ai miei genitori non sono riuscito a dare niente, perché quando ho cominciato a costruire qualcosa, e a “rendere”, loro se ne erano già andati per sempre». Mi disse senza guardarmi: «E per questo non sono stato nemmeno in grado di aiutarli moralmente. Allora ho instaurato con loro il famoso rapporto d’amorosi sensi, e, quindi, per me, ancora oggi e per sempre, i miei genitori sono un preciso punto di riferimento. È anche per questo, Bill, – sì, mio papà mi chiama Bill e, a volte, AriBill! − che da quarantacinque anni, ogni domenica mattina, vado a trovarli al cimitero, dove, da solo ma con loro, raccolto in preghiera, vivo pochissimi minuti d’intensa sincerità e di profonda analisi introspettiva».” dal capitolo 7

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