L’autrice

anni70“Ero una bambina solare, felice, aperta e allegra. Mia mamma mi pettinava sempre con il caschetto e la frangia tagliata pari e stavo “veramente, ma veramente bene”. Mi donava proprio: sembravo, dati i miei occhi “grandissimi”, la versione cinese del bambino di Shining, per di più con gonna scozzese e scarpe ortopediche grosse e nere, perché avevo le ginocchia “gemelle”. ” dal capitolo 1

Arianna Gnutti nasce a Brescia nel 1972 e si sente da subito molto amata dai suoi genitori, che per tutta la vita saranno il suo modello. Ha un fratello, Thomas, più giovane, ma che, da sempre, crede di essere il maggiore. Lo adora. Arianna inizia a viaggiare da piccola, prima per studiare l’inglese e poi perché ama scoprire posti nuovi e incrociare le vite di altre persone. Ogni viaggio e ogni incontro rappresentano per lei un’occasione per crescere, occasione che lei cerca, immancabilmente, di afferrare al volo. Costruisce, così, amicizie solide che la accompagneranno per tutta la vita. Si laurea in Lingue e Letterature straniere con indirizzo in Scienza della Comunicazione, frequenta il Master in Tecniche di Scrittura per la Fiction Televisiva, in Cattolica a Milano, e negli stessi anni diventa giornalista pubblicista. Scrive per testate locali e nazionali e collabora, poi, per programmi televisivi della sua città e per RAI3. Nel frattempo continua a stringere amicizie e a conoscere persone interessanti da cui cerca sempre di imparare qualcosa di nuovo e che contribuiscono a rendere la sua vita speciale. Parla fluentemente quattro lingue, di cui conosce anche la storia e la letteratura, é negata per la matematica e l’economia. E’ tanto solare quanto pignola, spiritosa quanto polemica. Tra le cose che adora ci sono la sua bici da corsa, il running e guidare per chilometri e chilometri, soprattutto in montagna. Dopo aver viaggiato in tutto il mondo, praticato alcuni sport pericolosi e lavorato un po’ ovunque, dopo essersi sposata con un ragazzo conosciuto durante una vacanza tra i ghiacci del Polo Nord, con la nascita della loro prima bambina, torna a Brescia, e lavora per Pineider, come responsabile Marketing e Comunicazione. Con l’arrivo della seconda figlia, per la quale dormire pare essere un optional, decide di dedicarsi giorno e notte alle piccole “perché questi anni non tornano più”. Non immaginava che questo sarebbe stato molto più impegnativo che lavorare. “Stare con mio marito e le mie figlie è ciò che mi appaga di più” dice. Ma aggiunge “per adesso!”.

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