Lo zoo

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“Nelle immagini del passato, sia di Thomas sia mie, sembra che nostro padre ci accompagnasse ogni settimana, che facesse sempre salire il mio fratellino sulle automobiline a gettone, poste all’ingresso del castello, e a me comprasse lo zucchero filato o un palloncino colorato. Mia mamma, invece, qualora si parli di ciò, ci rammenta che queste erano gite moooolto saltuarie, ma, forse, è normale che si ricordino con più lucidità quelli che sono stati avvenimenti speciali e che, col tempo, gli stessi si moltiplichino nella nostra memoria, assumendo più colore e più intensità.(…)Sono ricordi che restano in un angolino prezioso del mio cuore e, a distanza di tempo, mi sembra di sentire ancora, sotto le mie scarpe ortopediche, il grosso ciottolato della salita che porta al castello. Allo zoo, tra le scimmie, le tigri, le foche, i lama e persino l’elefante, l’attenzione di Thomas e la mia si soffermava, soprattutto, sulle galline del custode, nel giardinetto all’entrata, di fronte al laghetto con i fenicotteri. Del resto quella era la sola occasione che avessimo per vederle.Al tempo, molto spesso, alla televisione andava in onda Prove tecniche di trasmissione, per verificare la ricezione della Rai in Italia, e sulle note dell’Ouverture della Gazza Ladra di Rossini, passavano bellissime immagini di zoo con animali esotici, e nemmeno in quel caso, si vedevano le galline! Il giardino del custode ci dava, così, l’occasione di avere un incontro “live”! Come spesso dice mia mamma, sospirando, siamo proprio figli del progresso! ” Capitolo 1

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